9 Gennaio 2024

La farmacia da abitare: la rivoluzione di uno spazio in cui sentirsi a casa

Trovare il prodotto ideale per ogni tipo di pelle, sottoporsi a un elettrocardiogramma, incontrare un consulente per la nutrizione. La farmacia è diventata molto di più del negozio in cui comprare medicine e vitamine. È lo spazio del dialogo, in cui recarsi per chiedere consigli ed essere rassicurati in caso di necessità.

L’artefice di questo cambiamento è senza ombra di dubbio la modernità. Se bastano una buona connessione e uno smartphone per lavorare, dedicarsi allo shopping e acquistare prodotti per la salute, che cosa spinge le persone a frequentare le farmacie? La risposta è l’esperienza, che solo il confronto con uno specialista in carne e ossa e la realtà fisica sanno regalare.

In questa dimensione la relazione tra paziente e professionista ha avuto modo di evolvere e di fortificarsi anche a seguito della pandemia e della penuria di medici di base. Proprio come il dottore di famiglia, il farmacista è diventato punto di riferimento per la popolazione di ogni età, colui a cui ci affidiamo e, a volte, confidiamo le nostre preoccupazioni.

Consapevoli della portata di tale tendenza anche per il settore dell’architettura, noi di AZ Design, da oltre vent’anni impegnati nella realizzazione di ambienti destinati alla vendita dei medicinali, ci siamo interrogati su come questa evoluzione abbia influenzato il nostro mestiere. Due sono state le domande: quali sono i bisogni del consumatore finale? Come progettare uno spazio che tuteli e valorizzi il rapporto professionista-paziente?

Dalle risposte è nata la “farmacia da abitare”, concept innovativo pensato per stimolare il cliente-paziente e favorirne l’engagement attraverso il confronto con la professionalità del farmacista.

Nel lontanissimo IV secolo a.C. Aristotele definiva gli uomini e le donne “animali sociali” portati per natura a stare a contatto con gli altri. I confinamenti a cui siamo stati costretti negli anni dell’emergenza sanitaria, ormai alle spalle, hanno messo a dura prova la nostra essenza sociale, facendoci scoprire una parte nascosta dell’indole umana. Tutto questo si traduce nella ricerca dell’opportunità di stare con gli altri senza rinunciare alla sensazione di comfort e sicurezza che percepiamo quando siamo a casa. Oggi siamo chiamati a ripensare in modo inaspettato la farmacia, ormai riconosciuta come luogo d’incontro, per garantire al cliente-ospite una customer experience immersiva.

Come?

Nella visione di AZ Design la farmacia non è più una meta di veloce passaggio, ma un luogo in cui poter sostare al servizio della salute delle persone. Uno spazio in cui vivere a pieno un’esperienza d’acquisto fisica e reale: proprio quest’ultimo è il quid pluris che il retail online non ha e non avrà mai. “Il processo di acquisto dei medicinali – spiega Andrea Zanini, fondatore di AZ Design – è più naturale se la persona percepisce un’atmosfera accogliente. L’arredamento della farmacia deve quindi contenere elementi familiari grazie ai quali i clienti possono immedesimarsi e sentirsi a casa: librerie al posto degli scaffali, abat jour e piantane al posto dei faretti tecnici. Del resto, la casa è il set che ognuno di noi allestisce intorno a sé. Perché non iniziare a trarre insegnamento da questo luogo?”.